La collaborazione con le istituzioni del Vaticano rappresenta per Fondazione GEA un impegno reale nella diffusione della Dottrina Sociale della Chiesa, nella promozione della giustizia e nella realizzazione di progetti dedicati al sostegno dei più bisognosi.
Questa collaborazione nasce dalla convinzione che il dialogo con il Vaticano non debba restare confinato a un piano simbolico, ma tradursi in una responsabilità concreta verso la società. Per la Fondazione, il riferimento alla Santa Sede significa assumere un orientamento chiaro, fondato sulla centralità della persona e sulla necessità di costruire percorsi che uniscano competenza, etica e solidarietà.

Il legame con il Vaticano rafforza la dimensione istituzionale del nostro operato e ne consolida la direzione, offrendo un punto di riferimento autorevole nel percorso di costruzione di una società più giusta.


In un’epoca di grandi trasformazioni, Fondazione GEA crede fermamente che l’innovazione debba poggiare su radici etiche profonde. Per questo sosteniamo con convinzione la campagna per il riconoscimento del Beato Rosario Livatino come Patrono dei Magistrati.

Magistrato integerrimo, servitore dello Stato e uomo di profonda fede, Livatino ha vissuto la funzione giudiziaria come autentico servizio alla persona e alla comunità, interpretando la legge come una responsabilità morale verso la dignità umana.

La sua testimonianza, culminata nel sacrificio della vita il 21 settembre 1990 per mano della criminalità organizzata, continua a parlare alla coscienza civile del Paese. In lui si incontrano rigore professionale, coerenza etica e fedeltà ai valori cristiani.

La proposta di riconoscerlo Patrono dei Magistrati nasce dall’esigenza di offrire alla magistratura un riferimento autorevole e condiviso: un modello di giustizia capace di coniugare legge e coscienza, responsabilità istituzionale e dignità umana.

L’adesione di Fondazione GEA nel Comitato per Livatino Patrono dei Magistrati

Fondazione GEA ha formalmente aderito al Comitato per l’elezione del Beato Rosario Angelo Livatino a Patrono dei Magistrati, condividendone finalità, visione e responsabilità istituzionale.

Questa iniziativa rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di valorizzazione di una figura che, ancora oggi, continua a offrire orientamento al mondo della magistratura. L’iter previsto si inserisce nel quadro delle procedure ecclesiali che conducono alla valutazione e all’eventuale proclamazione del Patronato.

Attraverso questa adesione, intendiamo contribuire attivamente alla diffusione e al sostegno della proposta, favorendo un dialogo costruttivo tra istituzioni civili, realtà ecclesiali e società civile. L’obiettivo è accompagnare un percorso che riguarda la promozione di una cultura della giustizia capace di rafforzare il rapporto di fiducia tra magistratura e comunità.


Il 21 Dicembre 2020, Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto che riconosce il martirio di Rosario Livatno, assassinato dalla mafia il 21 settembre 1990.
La Chiesa ha riconosciuto il suo omicidio come avvenuto in odium fidei (in odio alla fede).
La beatificazione è avvenuta il 9 maggio 2021. 

Preghiera Livatino

Padre santo e misericordioso,
ti ringraziamo per la testimonianza credibile
del Beato Rosario Angelo Livatino,
magistrato e martire per la fede. Ponendosi sub tutela Dei
e ispirandosi ogni giorno al Vangelo,
ha offerto la sua vita,
donandoci un luminoso esempio di santità laicale. Conformato pienamente a Cristo tuo Figlio,
come il chicco di grano caduto in terra
che muore per portare frutto,
ha vissuto la beatitudine dei perseguitati per la giustizia. Illuminato dallo Spirito Santo,
con impegno quotidiano,
ha offerto il culto a te gradito
attraverso l’amore per la giustizia e la carità per i fratelli. Per sua intercessione ti chiediamo
di saper contrastare le “strutture di peccato”
e le varie mentalità mafiose
che deturpano l’uomo e minacciano la vita umana, per vivere la beatitudine della giustizia e della pace. Amen.


Nel quadro della collaborazione con il Vaticano, la Fondazione GEA individua nel Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa il documento di riferimento per comprendere l’impegno pubblico promosso dalla Santa Sede in ambito sociale, economico e istituzionale. Il testo, infatti, raccoglie in forma organica i principi che orientano la presenza del pensiero cristiano nella vita civile.

Il Compendio offre una visione sistematica dei fondamenti etici che guidano l’azione sociale ispirata al Vangelo, approfondendo temi quali:

  • Dignità della persona
  • Bene comune
  • Solidarietà
  • Sussidiarietà
  • Giustizia sociale
  • Lavoro
  • Economia
  • Responsabilità delle istituzioni

Si tratta quindi di una guida concreta per orientare scelte pubbliche e private secondo criteri di equilibrio, legalità e rispetto della persona.

Attraverso un’analisi attenta delle dinamiche politiche e sociali, il documento propone una visione integrale dello sviluppo umano, capace di coniugare crescita, coesione sociale e tutela dei diritti fondamentali. In questo senso, rappresenta uno strumento prezioso anche per chi opera in campi giuridici e amministrativi.

In continuità con il dialogo istituzionale avviato con il Vaticano, promuoviamo la diffusione di questo documento come strumento culturale e formativo, utile a rafforzare una coscienza civile fondata su responsabilità, trasparenza e servizio al bene comune.


La collaborazione con il Vaticano, l’adesione al comitato per il beato Livatino patrono dei Magistrati e il riferimento alla Dottrina Sociale non rappresentano per Fondazione GEA un richiamo teorico, ma un orientamento operativo che si traduce in iniziative effettive a favore della comunità.

Tutti i valori che abbiamo elencato e spiegato trovano applicazione in tutte le attività promosse dalla Fondazione, con particolare attenzione alle situazioni di fragilità sociale, educativa ed economica.

Attraverso progetti culturali, percorsi formativi e iniziative di sensibilizzazione, operiamo per:

  • sostenere persone e famiglie in condizioni di difficoltà
  • promuovere la cultura della legalità e della responsabilità civile
  • favorire percorsi educativi ispirati a principi etici stabili
  • costruire reti di collaborazione tra istituzioni, società civile e realtà ecclesiali

Crediamo che una comunità più giusta si costruisca attraverso l’impegno condiviso. Per questo la Fondazione GEA invita cittadini, professionisti, imprese e istituzioni a partecipare attivamente al nostro percorso, sostenendo con contributi concreti le iniziative dedicate alla formazione, alla legalità, al supporto dei più bisognosi e alla promozione di una cultura fondata sul bene comune.

Aderire alla Fondazione significa entrare a far parte di una rete che mette in connessione valori, competenze e responsabilità, contribuendo in modo tangibile alla realizzazione di progetti ad alto impatto sociale.

Fondazione GEA continua a costruire ponti tra istituzioni, comunità e futuro.